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Pmi, aspettative e buoni propositi PDF Stampa E-mail
Presentati i risultati della seconda indagine
"Ict e Piccola media impresa, ruolo, fabbisogni e processi di acquisto".

Da opportunità per ridurre i costi a strumento per aumentare la produttività.

Il ruolo dell'Ict nelle aziende cambia, si evolve e ciò è evidente nello studio "Ict e Piccola media impresa, ruolo, fabbisogni e processi di acquisto" svolto dall'Osservatorio Pmi e Information Technology, nel contesto dell'Asam - Associazione per gli studi aziendali e manageriali dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

In particolare, l'Osservatorio ha sviluppato il modello di analisi Issc (Infrastruttura digitale, servizi informatici, soluzioni applicative e consulenza, ossia le principali aree di spesa in Ict) attraverso il quale è possibile stabilire quanto ogni settore spenda in Ict, evidenziando la quota di spesa in nuovi progetti e in gestione dell'esistente.

Il campione su cui è stata svolta l'indagine è composto da 50 Pmi che hanno un fatturato inferiore ai 125 milioni di euro, impiegano dai 51 ai 250 addetti e che operano nel Centro-Nord, un campione ristretto, ma ben distribuito in quanto racchiude esponenti di tutti i settori industriali dal tessile alla meccanica, al metallurgico, alle attrezzature da trasporto, al commercio al dettaglio e a quello all'ingrosso, al chimico, all'alimentare.

L'82 per cento del campione ha dichiarato di ritenere molto importante l'Ict per migliorare i risultati e per circa l'86 per cento le aspettative sono soddisfatte. Segue, in ordine di priorità, la finalità di ridurre i costi (segnalata dal 77 per cento del campione) e il 67 per cento degli intervistati è soddisfatto dei benefici ottenuti in quest'ultimo senso. D'altra parte, solo il 23 per cento delle aziende ritiene che l'Ict sia molto importante per valutare i collaboratori. Dove si è soddisfatti dell'ICT L'indagine si è soffermata in particolare sulla valutazione di quanto l'Ict sia stata in grado di corrispondere alle aspettative delle aziende che vi hanno investito.

Il supporto effettivamente offerto dall'Ict nel migliorare il rapporto con i fornitori si è dimostrato maggiore rispetto alle attese, quello dato in termini di possibilità di ridurre i costi non sempre si è verificato inferiore rispetto alle aspettative; invece, la possibilità di arrivare prima sul mercato si è scoperta ancora meno rilevante rispetto a quel che si era previsto; all'ultimo posto in termini di correlazione tra aspettative e realtà si pone la questione del miglioramento del clima aziendale.

Spostando l'analisi sulla soddisfazione in merito all'adozione delle tecnologie, la ricerca ha evidenziato una buona riuscita dei sistemi per l'elaborazione dei dati; più scarsa, invece, è quella relativa ai computer palmari. I servizi di base e i servizi finalizzati al recupero di efficienza sono mediamente i più diffusi presso la Pmi; d'altra parte, i servizi finalizzati alla sicurezza e quelli studiati per il corretto mantenimento dei dati hanno meno successo.

Circa il 40 per cento della spesa in Ict viene investita in soluzioni applicative, i gestionali sono i catalizzatori sia in termini di nuovi progetti sia per l'ottimizzazione dell'esistente. Nello specifico, nel corso del 2003, l'80 per cento delle risorse investite in soluzioni applicative sono state destinate a soluzioni gestionali e, in particolare, il 70 per cento a soluzioni gestionali di tipo integrato mentre il 30 per cento a soluzioni gestionali non integrate.

La tendenza per il 2004 sembra essere confermata con valori in aumento del 4 per cento. Sul fronte della consulenza, quella operativa è la maggiormente utilizzata (nel 73,47 per cento delle aziende), segue la tecnologica presente nel 70 per cento dei casi; più della metà delle aziende fa ricorso a servizi di consulenza strategica per cercare di sfruttare al meglio le leve dell'Ict a supporto del proprio business.

L'Osservatorio ha anche indagato in merito alle iniziative che le Pmi intendono intraprendere per aumentare il proprio livello di soddisfazione derivata dall'IT. Il 74,36 per cento delle intervistate ha dichiarato di voler investire in formazione tecnologica, il 61,54 per cento in formazione manageriale (per la comprensione delle molteplici possibilità di utilizzare l'Ict a supporto del business); il 48,72 per cento delle Pmi si impegnerà per la realizzazione di nuove forme di collaborazione con gli Ict vendor. Solo il 25,64 delle Pmi pensa di rivolgersi a nuovi fornitori Ict per aumentare la propria soddisfazione, il 20,51 per cento si propone di esternalizzare la gestione dell'Ict; aumenterà la spesa in questo campo solamente il 12,82 per cento delle aziende.

In sostanza, in questo studio, ma non è la prima volta che viene sottolineato, si conclude che le nostre aziende non investono abbastanza per innovare i propri sistemi. In questo panorama spicca il settore tessile che investe una parte significativa del proprio budget Ict per l'implementazione di nuovi progetti. Gli altri segmenti investono molto più nella gestione dell'esistente rispetto alla realizzazione di novità.

Secondo gli studiosi dell'Osservatorio questo trend non cambierà nel corso del 2004 anche se la propensione all'innovazione crescerà rispetto all'anno scorso. Infatti, nonostante la spesa per la gestione dell'esistente continuerà a essere più elevata rispetto a quella destinata ai nuovi progetti, il gap si prevede in riduzione.
Gli invesimenti medi in nuove soluzioni Ict per settore rappresenteranno più del 40 per cento della relativa spesa totale, fatta eccezione per la meccanica.

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